L'OCCIDENTE NON VA A SINISTRA
Queste settimane sono state davvero intense e particolari.
Stiamo assistendo ad un'ondata di cambiamento che non mi sarei proprio aspettato.
Qualche mese fa, devo ammetterlo, scrissi sul fatto che il Mondo stesse andando verso Sinistra.
Lo scrivevo soprattutto a seguito della crisi dei Mercati Finanziari americani, della emergenza di nuove economie e culture (la Cina e l'India) e della prorompente forza dell'ondata Democratica (Obama e Clinton) che cominciava con le Primarie degli Stati Uniti.
Mi sembrava chiaro che l'Occidente, dopo aver creduto troppo nell'economia di mercato e nella competizione globale, a seguito di questi fenomeni di scala vasta avrebbe (pensavo) cambiato strada e ritrovato, anche con la politica, un nuovo (vecchio) modo di stare insieme sul pianeta, in maniera solidale, per affrontare cambiamenti epocali e difficili che si avvicinavano sempre più.
Bene, a seguito delle elezioni politiche italiane di Aprile e del risultato romano, e oggi di quello inglese, con la sconfitta dei Labour a livello Paese e nella città di Londra, devo dirmi che avevo proprio torto.
Quello che oggi vedo è invece un'Europa (l'Occidente?) che va decisamente a Destra!
Vi consiglio di leggere a riguardo un libro scritto dal Professor Simone dell'Università Roma Tre, dal titolo "IL MOSTRO MITE: Perché l'Occidente non va a sinistra".
L'autore analizza, prima che gli ultimi fatti avvenissero, i motivi dell'allontanamento dai valori della sinistra e dell'avvicinamento a quello che lui definisce il "Mostro Mite" della Destra moderna.
Davvero un'interessante lettura, su cui sarebbe interessante avviare un dibattito.
Massimo
Commenti
Salvatore Maggio 4, 2008 at 4:15 p.m.
Complimenti per l'intervento che condivido integralmente.
In poche parole si potrebbe riassumere in due parole: sviluppo sostenibile.
il partito democratico deve essere il principale artefice di questa via di sviluppo; questa forse è la reale differenza che oggi ci distingue dalla destra; due differenti modelli di sviluppo economico. il nostro deve a mio modo di vedere incentrarsi sulle politiche di tutela del paesaggio e ambientale
Tanti saluti dalla Sardegna
Salvatore
Di Andrea Romano Maggio 4, 2008 at 6:12 p.m.
«Sinistra inglese sconfitta Ma il Partito democratico può solo prendere lezioni»
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=25...
angelo Maggio 4, 2008 at 8:09 p.m.
l'intervista ad andrea romano sul giornale dice alcune cose che all'interno del pd nessuno direbbe mai, per pura omertà, ma ci sarebbero da dirne ancora.
comunque “destra” e “sinistra” sono posizionamenti che non significano più un bel niente.
lo si dice da, quasi, decenni.
servono forse solo a fini elettorali, per attirare qualche voto in più sulla base di pretese appartenenze piuttosto che di programmi specifici.
per esempio, è stato detto (roger scruton) che blair non fosse altro che un leader di destra il quale si è trovato di fronte alla necessità di fare una politica di destra quando, dopo la thatcher, poteva essere condotta ormai solo da sinistra.
la sua amicizia "culo e camicia" con il compagno di merende g. w. busch non può che confermarlo (di bush è stato contato che in otto anni abbia mentito spudoratamente agli americani almeno 2000 volte, quasi una volta al giorno; blair non è stato da meno).
toni non avendo altra via per ottenere il potere, ha così strumentalizzato così la "terza via".
ma sono passati almeno una dozzina di anni.
il nostro pd arranca persino per arrivare lì.
ma mi chiedo: il pd si dichiara più neoliberista dei neoliberisti più sfegatati (leggi pdl), che speranza può avere di vincere qualsivoglia elezione?
io stesso se devo votare sulla strada del neoliberismo voto allora per il leader (berlusca), non per il follower (veltroni).
senza tener conto che il pd ha centrato una campagna elettorale (perdendola rovinosamente) sulla crescita (del PIL) come fosse la panacea per tutti i mali, quando anche la comunità europea sta per bandire il PIL come indice del benessere di una economia, e persino un uomo di destra come sarcozy ha già annunciato di volerlo fare.
posizioni di retroguardia quindi, le nostre.
io dico che allora le differenze politiche, gli schieramenti oggi non si misurano più su destra e/o sinistra, ma su liberismo e antiliberismo.
(continua...)
angelo Maggio 4, 2008 at 8:10 p.m.
se noi pensiamo che non è vero che ogni cosa sia mercato e sempre mercanteggiabile al di fuori di ogni regola (dal dna dei viventi alla salute, all'acqua, alla pace, all'informazione e via discorrendo); se pensiamo che la finanziarizzazione dell'economia stia portando il mondo verso il baratro (e incrementando la povertà, la miseria, la fame); che la crescita ad oltranza sia una fola che ci ammaniscono solo coloro che comandano davvero sia sull'economia che sulla politica (i potentati finanziari: circa 300.000 persone super-ricche su 6 miliardi al mondo); che dobbiamo osteggiare la disgregazione del sociale (vedi alain touraine) perché è fondata sul sempre efficace imperativo “divide et impera” e che l'egoismo della competizione non è un valore ma un disvalore che giova solo a coloro che il "libero" mercato padroneggiano; se pensiamo che non esistono più regimi democratici effettivi ma solo oligarchie finanziarie (omertose con la criminalità organizzata) capaci di controllare un mondo deterritorializzato dove gli stati-nazione (e i loro ordinamenti) non hanno più vigenza e la politica è comprata e venduta ogni giorno al mercato (vedi cosa dice luigi rossi, non un black bloc ma l'ex predidente della consob; se e se... non siamo né di sinistra né di destra, siamo solo democratici e consapevoli e responsabili.
tanto è vero che esistono anche movimenti e pensatori di destra (da de benoist a massimo fini in italia - ci si potrebbe mettere dentro persino tremonti se non fosse solo un ipocrita) che la pensano allo stesso modo.
allora ragioniamo in termini di democrazia come strumento per perseguire un mondo che abbia un futuro accettabile per la maggior parte delle persone oppure di oligarchie finanziarie che non vedono al di là della speculazione di domani mattina che dissipa ricchezza, non la crea (e comunque sanno che una volta che la civiltà come la conosciamo si sarà disgregata, per esempio sotto la pressione del climate change, saranno ancora loro ad avere il coltello dalla parte del manico).
non ho (ancora)letto il libro di simone (di cui apprezzai la terza fase), ma consiglio anche il libro di lakoff, libertà di chi?, codice editore, che ci illumina un po' su quello che i padroni della libertà intendono, appunto, per libertà: libere volpi in libero pollaio.
la sinistra italiana (anche quella "radicale") si distingue per allineamento.
in italia gli uomini della sinistra che hanno or ora subito una sconfitta (per pesante distacco) non stanno dalla parte della democrazia operante, ma da quella dello status quo.
direi che dovremmo sostanzialmente riprenderci il partito democratico.
e lavorare per un mondo globale migliore, non di "sinistra".
la vedo male.
scusate lo sfogo.
angelo
Massimo Maggio 4, 2008 at 10:42 p.m.
Caro Angelo.
Benvenuto in IE.
"Sfoghi" di questo tipo sono i benvenuti.
Ti aspettiamo nelle nostre discussioni.
Massimo
I RE DI ROMA Maggio 4, 2008 at 11:29 p.m.
Se ancora non avessimo capito perchè a Roma il PD perde le elezioni:
angelo Maggio 5, 2008 at 6:44 a.m.
mi scuso per i refusi della precedente, tra l'altro citavo guido (non luigi, naturalmente) rossi, che non è "ex-predidente" ma ex-presidente di consob, il libro cui mi riferisco è: il gioco delle regole, adelphi, soprattutto la prima parte.
voglio dire, un professore della bocconi, un uomo dell'establishment che (con moltissimi altri) si pronuncia drasticamente contro i disastri di quel liberismo di cui il pd si sta facendo vanto.
bah!?
saluti
angelo
di Marianna Madia Maggio 5, 2008 at 9:47 p.m.
L'Occidente va a destra? in risposta agli innovatori europei
Alberto Zigoni Maggio 6, 2008 at 8:24 a.m.
Anch'io condivido la tesi secondo cui "destra" e "sinistra" sono categorie ormai superate.
In fin dei conti, dopo il crollo delle ideologie del '900, cosa significa veramente "essere di destra" o "essere di sinistra"? Quale è il sostrato di valori che crea l'identità politica?
La realtà, in tutti i diversi livelli in cui si articola (naturale, sociale, economico,...) è molto più complessa da interpretare di quanto non consentano certi consunti schemi.
Il mio suggerimento è quello di cercare di adottare un metodo più "scientifico" anche in politica: quando un modello o una teoria esprimono tesi che sono contraddette dai fatti, che siano abbandonati. La realtà è infinitamente più importante degli occhiali che ci mettiamo per guardarla.
Scusate la pedanteria, un abbraccio a tutti.
Alberto
Massimo Preziuso Maggio 6, 2008 at 11:26 a.m.
Cari amici.
E' evidente che, sia nella mia semplice analisi di cittadino, sia nell'analisi del professor Simone, si voglia dire proprio questo: il "concetto" - Sinistra si è perso per strada, laddove il concetto - Destra forse un po' meno (?)
Discutiamone senza paraocchi e semplici schematizzazioni.
massimo
francesco grillo Maggio 6, 2008 at 6:35 p.m.
caro massimo,
ti mando stesse riflessioni che ho inviato a marianna (visto che mi sono arrivate diecimila email di innovatori europei) e non mi dispiarebbe parlarne (se troviamo il modo) anche con il prof simone
a) non c'è dubbio che i concetti di sinistra e destra vanno profondamente reinterpretati..e dunque dire che il mondo va a destra perchè perde il labour o vince sarkozy è un esercizio che produce poco
b) questa cosa qui è particolarmente vera per un partito come il partito democratico...anzi per il primo partito di massa europeo che esplicitamente supera la divisione..che si mette a cavallo dello steccato..non trovando più peraltro neppure la sua collocazione nelle grandi famiglie europee ed anzi proponendo che quelle famiglie vadano riorganizzate
c) tuttavia, questo sforzo (che è sforzo intellettuale ma anche politico) di rielaborazione di una lettura nuova della politica il partito democratico non l'ha neppure cominciata (a questo proposito se vuoi/ volete dain un'occhiata a ultima newsletter di vision e al mio blog - credo sia http://www.visionblog.eu/francescogri... - attraverso sito)
infine sulla globalizzazione
ma qui mi pare che
d) ancora una volta stiamo assumendo che la globalizzazione è di destra perchè produce ineguaglianze
e invece così non è
mai nella storia tante persone sono uscite dalla miseria da quando sono aumentati gli scambi in maniera così forte
e) del resto proprio per questo motivo il new labor (vedi discorso di prima) e particolarmente tony blair e tony giddens erano per la globalizzazione (hanno perso perchè semplicemente è fisiologico il ricambio in quelle democrazie ma questo è un altro discoroso)
ed infine (ed è l'ultimo punto)
f) il problema è senz'altro che la globalizzazione non è governata..ma questa cosa ci riporta ai temi del futuro dell'europa, della riforma delle nazioni unite ecc. che dovrebbero essere parte integrante dell'agenda del PD (e che invece sono quasi inesistenti o comunque del tutto non comunicati)
scappo ma se percepite quanto siano entusiasmanti, serie e vitali queste questioni (non solo per il PD) vale la pena di tornarci
ciao
francesco
Massimo Maggio 8, 2008 at 11:23 a.m.
La discussione continua su www.innovatorieuropei.com
Davide Gionco Maggio 3, 2008 at 5:39 p.m.
Credo sia corretto dire che il mondo "non va a sinistra".
Ma è anche corretto dire che il mondo "non va a destra".
Innanzitutto perchè le categorie ideologiche destra-sinistra hanno a che fare con le politiche del XX secolo, mentre oggi ci troviamo di fronte a problemi e scenari che esulano dall'ideologia di destra o di sinistra.
Ad esempio la sostenibilità dello sviluppo umano, anzi la necessità di una "decrescita felice" (come dice il mio compaesano Maurizio Pallante) dovrà essere il centro intorno a cui ruoterà la politica mondiale del XXI secolo. Eppure non è un concetto previsto nè dal liberismo, nè dal socialismo, dato che entrambe le idelogie fondavano la politica sull'economia, mentre la politica del XXI secolo dovrà essere fondata sull'ecologia, proprio nel senso etimologico "parola + casa", ovvero la politica dovrà decidere come gestire la nostra casa che è il pianeta in modo che venga preservato per le generazioni a venire.
Il tutto inteso come gestione delle risorse e come riduzione dell'impronta dell'uomo sul pianeta, salvaguardando dei livelli dignitosi di benessere.
Continua su http://groups.google.com/group/innova...
Davide Gionco